L’attivismo civico per il post terremoto: Terremoto Centro Italia e Ricostruzione Trasparente

Il sisma che ha colpito le zone di Marche, Abruzzo, Lazio e Umbria a partire dal 24 agosto 2016 e per diverse settimane, ha lasciato tristemente il passo nell’agenda setting dei media nazionali; come l’estate e poi l’autunno hanno lasciato il passo ai -16° che colpiscono in questi giorni paesi marchigiani e umbri. Il primo contatto che ho avuto con queste realtà è stato attraverso la Pro Loco di Arquata, un piccolo comune della provincia di Ascoli Piceno, Marche. Insieme ai giovani, l’ente ha realizzato Sosteniamo Arquata un sito con il quale cerca di raccogliere fondi per i residenti, i commercianti e la comunità tutta, all’insegna della trasparenza. Tutti possono contribuire sia comprando una t-shirt (Il coraggio non trema) sia scegliendo di acquistare i prodotti regionali offerti dalle attività arquatane che successivamente al sisma sono state costrette ad abbassare le saracinesche.

La tragedia porta con sé la voglia di ricominciare ma la macchina statale è lenta, piena di burocrazia e disinteresse e ti fa sperare ogni giorno che non accada mai nulla di tutto ciò alla tua famiglia. Quante volte abbiamo ricevuto notizia dell’inizio di lavori di ricostruzione post sisma? Quante volte abbiamo pensato fosse moralmente giusto inviare una donazione tramite SMS? Molte. L’ostacolo più grande che ci divide dalla conoscenza di come queste dinamiche funzionino realmente, deriva dalla mancanza di un monitoraggio continuo su questi eventi. Sicuramente le recenti vittorie nel campo dell’accesso ai dati — ricordo l’entrata in vigore del FOIA il 23 dicembre 2016 — hanno spinto l’opinione pubblica e i giornalisti attivi a perseguire la strada dell’open data e della trasparenza sempre di più e su tematiche molto differenti. Ed è qui che le mani dei cittadini attivi e delle associazioni pro open data arrivano dove altrimenti nessuno si spingerebbe.

Nasce così Terremoto Centro Italia (d’ora in poi TCI), una piattaforma partecipativa con l’obiettivo di informare sugli eventi sismici dello scorso agosto e che, soprattutto, può essere implementata da chiunque attraverso GitHub. Il monitoraggio sui social da parte dei volontari attivi è fondamentale per rendere concrete le richieste di aiuto delle persone direttamente coinvolte dalla tragedia. La piattaforma, inoltre, fornisce una sezione dedicata alla mappatura OpenStreetMap sia generale che specifica (alloggi, fabbisogni, contatti, foto satellitari, viabilità ecc) molto ben sviluppata e che permette, per esempio nel caso in cui una famiglia cercasse alloggio, di trovarlo in maniera veloce, vicina ed adatta alle proprie esigenze.

Mappatura degli alloggi disponibili nel sistema di TCI
Mappa dei Fabbisogni, TCI

Inutile spiegare quanto le mappature dei bisogni e degli alloggi possano rendere più chiaro il problema sia a chi, come me, ne discute, sia a chi richiede aiuto tutti i giorni. Tutto ciò può essere implementato anche grazie all’utilizzo di Mapillary, un’app del tutto simile a Google Maps ma che vi fornisce una funzionalità aggiuntiva: ricostruire digitalmente non solo strade ma tutto quello che avete intorno, costruzioni umane, fiumi o laghi. Tutto ciò che serve è uno smartphone e una fotocamera esterna connessa al dispositivo, come una GoPro. Uno strumento del genere è di fondamentale importanza ed utilizzo soprattutto in situazioni come quella del sisma che ha colpito il Centro Italia: il territorio montagnoso ed i paesini sperduti dell’entroterra umbro e marchigiano sono spesso tralasciati dalla Google car; inoltre, Mapillary vi offre la possibilità di visitare il paesaggio che avete creato anche a posteriori, quando questo cambia. In questa sezione, tutte le info necessarie al suo utilizzo.

Vedere con i propri occhi la realtà dei paesi terremotati è sicuramente importante. Un passo avanti riguarda un altro progetto alimentato attraverso il crowdfunding e collegato a TCI ma indipendente da esso: Ricostruzione Trasparente (d’ora in poi RT). L’idea nasce da OnData, un’associazione per la promozione della trasparenza e della cultura dei dati che collabora con Action Aid, OpenPolis, Cittadinanza Attiva e molte altre realtà promotrici di trasparenza in Italia. Perché sono importanti i dati post sisma? I dati sulla ricostruzione di ogni Comune, resi pubblici negli Albi pretori di questi ultimi, vengono incrociati da RT con i dati pubblicati dal sito del Commissario per la Ricostruzioni, in modo tale da monitorare il lavoro di Errani, dell’Autorità nazionale anticorruzione e del Governo tutto. Questo perché l’elemento di cui abbiamo bisogno — tutti i giorni e per tutte le lotte di cui ci rendiamo partecipi — è un continuo approfondimento e monitoraggio attraverso tutti i vari canali di comunicazione, per rendere l’informazione più accessibile, più collettiva e trasparente possibile.

Cosa stanno cercando di cambiare queste due realtà? Il punto centrale di tutto sono l’attivismo civico e la potenzialità delle tecnologie digitali che abbiamo a disposizione. Grazie a queste, le informazioni inerenti emergenze, situazioni di crisi o similari, possono essere seguite ma anche create dagli stessi fruitori dei contenuti. L’utilizzo dei social — non solo Facebook ma anche Telegram e Twitter — offre la possibilità di segnalare, ricevere contenuti e definire richieste e disponibilità di aiuto nella community di TCI. Il lavoro svolto da queste piattaforme è utile anche ai giornalisti che vogliono approfondire la notizia avendo a disposizione fonti open e dettagliate, soprattutto evitando di incappare in molte bufale che girano online. Fonti e lavoro che non vogliono sostituirsi alle istituzioni, ma implementare quelli che sono i dati ufficiali con dati non ufficiali o creati dalla community.

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